La Contrada
La partecipazione delle
contrade morte” alle grandi feste di Siena si perde nella notte dei tempi.
Nessun documento chiarisce il mistero che avvolge l’origine e la fine di queste sei contrade scomparse: Gallo, Leone, Orso, Quercia, Spadaforte e Vipera.
La Spadaforte forse è stata l’ultima a morire.
I documenti storici raccontano infatti le lotte di un gruppo di artigiani della lana, detti “Battilani”,  riuniti intorno alla Chiesa di S.Giusto, nel Terzo di S.Martino, nei quali forse ardeva ancora la fiaccola dell’antica Compagnia militare. Dal 1673 al 1693 essi tentarono più volte di iscriversi e partecipare al Palio coi colori e l’insegna della Spadaforte.
L’opposizione feroce delle altre contrade originò gravissimi tumulti nel 1675, anno in cui l’autorità comunale prese la storica decisione di annullare il Palio e “sopprimere varie contrade”. I tenaci uomini di S.Giusto tentarono ancora nel luglio del 1693, ma la loro iscrizione al Palio fu nuovamente respinta.
Da allora tutto ciò che resta della Contrada di Spadaforte è quel cavaliere sconosciuto che, in compagnia degli altri cinque, sfila nel Corteo Storico dietro al Carroccio, con la celata abbassata ed il passo dei secoli andati, ormai escluso per sempre dalla Festa.

Il Simbolo
Il mantello e la gualdrappa hanno il colore del vino e del sangue, e sull’elmo del cavaliere campeggia inquietante una mano di uomo che brandisce una spada.
E’ un simbolo antichissimo di giustizia, di sovranità e di redenzione: dagli angeli giustizieri della Bibbia fino alla saga celtica di Excalibur, dal de­stino di Re Artù fino alla conversione di S.Galgano.
E’ la spada che fende la roccia col suo potere sacro: secoli di riti esoterici e di credenze religiose tra­mandano in tutto il mondo il simbolo della Spadaforte.
 

Il Nome
E alle soglie del Duemila i titolari del Ristorante, sig.ri Andrea Scali e Ciro Serchi, contradaioli del­la Torre, e forse anche di­scendenti dei “Battilani” di S.Giusto, hanno riesumato il nome della Spadaforte.
Così quel nome e quel simbolo si riaffacciano ogni giorno sulla Piazza del Campo.
Ieri la storia non conces­se alla Spadaforte di cor­rere il Palio, e oggi intor­no ai suoi tavoli imbanditi gli uomini di tutto il mondo si incon­trano e raccontano di lei.
E della sua leggenda.