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Il
Gioielli
li vero “gioiello” del Ristorante è il “pozzo di butto”,
scavato nel tufo intorno al 1200, una voragine larga circa 4 metri
e profonda 12 metri che si apre sul fondo del salone, chiusa da
una grata di ferro e illuminata con effetto straordinario. Dentro
al pozzo i secoli avevano accumulato le scorie del vivere, le
vestigia polverose di genti e culture trapassate che sono ora
tornate alla luce. Tra di esse spicca un capitello in pietra
anteriore all’anno 1400 che ora è stato valorizzato come
basamento per il simbolo del Ristorante, il grande spadone
medievale che campeggia sulla parete dietro un cristallo. Inoltre
è stata restaurata e riaperta una ripida scala che conduce
direttamente nel ‘Bargello”, un vicolo scosceso unico al mondo
per lo scorcio che offre sulla torre del Mangia e per le molte
superstizioni che girano sul suo conto. Di grande interesse sono
poi i resti di un affresco datato intorno al 1500 e la lapide
esterna che riporta i versi di Dante Alighieri (Purg. XI
134-135)”... liberamente nel Campo di Siena ogni vergogna
deposta s’affisse...”. Essi sono riferiti a Provenzano Salvani,
eroe senese della Battaglia di Monteaperti del 1260, e ricordano
un episodio storico avvenuto presumibilmente proprio davanti
all’odierno Ristorante. |